Cos'è il progetto BioQuAr?

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area vasta giugliano

il Commissario di governo alle bonifiche Mario De Biase, ha incaricato l’ISAFOM-CNR di fare chiarezza sul versante delle emissioni nocive delle discariche dell’agro di Giugliano.

Le discariche "dei veleni" dell’agro di Giugliano, un luogo in cui la malavita organizzata ha scaricato migliaia di tonnellate di materiale tossico,

rappresentano una vera e propria bomba ecologica ed una minaccia costante per la salute pubblica.

il Commissario straordinario di governo alle bonifiche Mario De Biase, ha finanziato il progetto BioQuar, con l’intento di fare chiarezza sul versante delle emissioni nocive in fase gassosa, un aspetto ad oggi poco conosciuto e sempre più al centro dell’attenzione, dopo che indagini approfondite hanno dimostrato l’innocenza delle produzioni agroalimentari della cosiddetta Terra dei fuochi.

Una vera e propria task force, costituita da due istituti del CNR (ISAFOM e IBIMET) e dal DiST (Diparimento di Scienze e Tecnologie) dell’Università degli Studi di Napoli "Parthenope", sta operando da alcuni mesi sulle cave dell’area vasta, per determinare la quantità e qualità delle esalazioni e stimare le aree maggiormente interessate dalla ricaduta degli inquinanti.

“Il piano di monitoraggio si articola su diverse scale di indagine” riferisce Enzo Magliulo, coordinatore di BioQuar “a partire dai rilievi di dettaglioeffettuati sulla superficie di discarica e nei tubi di captazione, alla misura continuativa delle emissioni tramite un apparato di misura dello scambio gassoso situato su di un traliccio alto 25 metri - fino alla scala di paesaggio, con i rilevi aerei dei due velivoli SKY-Arrow ERA di ISAFOM”.

Oggetto dello studio sono le emissioni di biogas, una miscela di sostanze gassose rilasciate in atmosfera per effetto dei processi di fermentazione batterica dei residui organici. I principali costituenti del biogas sono anidride carbonica e metano, i due più potenti gas serra che - seppure non costituiscono un problema per la salute umana - rappresentano tuttavia una minaccia per l’ambiente per il contributo al riscaldamento globale del pianeta. Altri costituenti gassosi, presenti in minor quantità nel biogas, appartengono invece alla famiglia dei Composti Organici Volatili (COV) e costituiscono un pericolo diretto o indiretto per l'ecosistema e la salute umana.

BioQuar si articola su due anni di attività, tuttavia i risultati dei primi mesi di monitoraggio hanno già mostrato ingenti esalazioni in atmosfera.L’emissione oraria media di metano nel periodo giugno-agosto 2015 è stata, infatti pari ai 1080 metri cubi che, utilizzati a fini energetici, coprirebbero il fabbisogno annuo di circa 2300 famiglie. Il flusso di anidride carbonica, pari a 5500 kg l’ora, equivale invece alle emissioni su strada urbana di oltre 1600 automobili.

“I rilievi aerei con strumentazione ottica multispettrale e nell’infrarosso termico”  afferma Beniamino Gioli di IBIMET-CNR “hanno consentito la mappatura ad alta risoluzione del comprensorio, fornendo indicazioni sull’estensione degli incendi dolosi e sulle aree sospette di interramento illegale di rifiuti. Mediante sorvolo a bassa quota e l’utilizzo di strumentazione avanzata di misura, sono state inoltre fornite evidenze sulla posizione ed intensità delle sorgenti di biogas, che sono utilizzate per guidare le misura a terra”.

I COV (Composti Organici Volatili) emessi in maggiori quantità appartengono alla famiglia dei composti aromatici: il più abbondante è lo xilene, seguito da toluene, benzene, etilbenzene, 1,3,5-trimetilbenzene e 1,2,3,5-tetrametilbenzene. Tutte queste sostanze, in particolare il benzene, sono notoriamente nocive per la salute. Sono stati anche identificati composti terpenici, responsabili della formazione dello smog fotochimico e tra i principali agenti delle così dette molestie olfattive.

Le misure sono integrate da simulazioni con modelli di dispersione atmosferica, che hanno consentito di delimitare l’area di massima ricaduta dei prodotti di combustione del rogo della ex-Resit X dell’estate 2015 e producono mappe mensili della dose di sostanze assorbite dai sistemi agricoli e dalla popolazione.

Lo studio ha riguardato principalmente le discariche di Masseria del pozzo, Schiavi, Novambiente ed ex-Resit, ma rilievi sono stati condotti anche sulle altre cave e depositi di ecoballe della zona - mediante campagne speciali eseguite su richiesta del Commissariato - per fornire un quadro esaustivo dello stato dell’atmosfera.