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I composti organici volatili (COV) emessi dalle discariche rappresentano una percentuale inferiore all’1% delle emissioni totali di biogas, molto inferiori rispetto a quelle dei due gas serra metano e anidride carbonica. Tuttavia, i COV rivestono un ruolo particolarmente importante per l’impatto che possono avere sulla qualità dell’aria e, di conseguenza, sulla salubrità dell’ambiente, e rappresentano un pericolo diretto o indiretto per salute dell’uomo. Alcuni di questi composti sono infatti tossici o cancerogeni e possono essere precursori della formazione dello smog fotochimico.
L’analisi effettuata in laboratorio dei campioni di biogas prelevati nelle discariche ha consentito di individuare un elevato numero di COV.

voc
Cromatogramma al GC-MS di un campione di biogas prelevato dal tubo di captazione della discarica di Ampliamento masseria del Pozzo: ciascun picco equivale ad un composto volatile

I principali VOC individuati appartengono alle famiglie degli alcani (pentano, ciclopropano, esano, metiloctano e nonano), seguiti dagli areni (benzene, toluene, etilbenzene, xilene - denominati BTEX) e quindi da stirene e cicloalcani (cicloesano e metilcicloesano), terpeni (α-pinene, cimene, limonene), cloroareni, (clorobenzene e 1,3,5 triclorobenzene) e furani (dimetilfurano). Oltre alla riconosciuta pericolosità dei BTEX, composti come cloroareni, stirene e furani rappresentano un pericolo per la salute umana.
Di seguito si riportano una mappa delle discariche con alcuni punti di emissione di BTEX e un grafico dei flussi di emissione dei composti ritenuti più pericolosi per la salute umana. E’ subito evidente che c’è una gran variabilità di concentrazioni all’interno delle diverse sorgenti di ciascuna discarica e le discariche stesse.

areni

flussi ampliamento

L’unico composto per il quale è previsto un limite di legge in aria ambiente è il benzene, un composto cancerogeno, classificato tra le sostanze per le quali esiste una evidenza accertata di induzione di tumori nell’uomo. Per gli altri volatili non esistono valori limite per la qualità dell’aria, anche se l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha introdotto valori guida che si riferiscono alla concentrazione al di sopra della quale si possono riscontrare effetti sulla salute della popolazione non esposta professionalmente.
Mentre infatti è dimostrata la cancerogenicità del benzene, si ritiene che l’esposizione agli altri BTEX, toluene etilbenzene e xilene, provochi neuropatie periferiche.
Sulla base di questi risultati preliminari, è possibile confermare che ancora oggi queste discariche comportino un rischio per la salute della popolazione insediata nelle vicinanze e per la salvaguardia dell’ambiente, sottolineando l’urgenza di interventi di messa in sicurezza.