Relazione Finale

La recente relazione dell'European Environment Agency Air quality in Europe: 2016 report, ha confermato che l'inquinamento atmosferico rimane il più grande pericolo per la salute ambientale in Europa, con una stima di 467.000 morti premature ogni anno. In questo contesto, l’esperienza del progetto BioQuar è da ritenersi unica a livello nazionale e internazionale e di grande valenza conoscitiva e applicativa. L’area di interesse del progetto è infatti l’Area Vasta di Giugliano, una porzione estesa del territorio di Giugliano in Campania interessata dalla presenza di discariche legali, siti di stoccaggio e depositi illegali di rifiuti, nonchè di roghi e contaminazione diffusa. Il programma ha rilevato in modo regolare le emissioni di gas serra e di sostanze gassose nocive dall’esteso complesso di discariche dell’Area Vasta di Giugliano per un periodo di 20 mesi, mettendo a punto un criterio osservativo innovativo, che consente una stima quantitativa ed una parametrizzazione dei fattori di emissione, utilizzando un insieme coordinato di tecniche di indagine, operanti a diverse scale spaziali e temporali.

Le diverse metodologie messe a punto nel progetto consentono di derivare stime indipendenti e confrontabili dei fattori emissivi con approccio bottom-up – mediante integrazione spaziale e temporale di misure puntiformi a livello del substrato – e top-down – attraverso mezzi di indagine a grande scala quali le misure aeroportate e gli osservatori permanenti dei flussi di emissione basati su tecniche micrometeorologiche.

Grazie alla gestione commissariale dei siti, è stato consentito ad un organismo di ricerca di accedere senza restrizioni ad un complesso di discariche, rilevando liberamente ogni genere di parametri ambientali, laddove la gestione privatistica impone normalmente vincoli e limitazioni. Per tali motivi, le serie storiche e i dati analitici raccolti sino ad oggi costituiscono un patrimonio di notevole valore per la popolazione, la pubblica amministrazione, i decisori e la comunità scientifica.

Le analisi a microscala hanno confermato significative differenze spaziali in termini di flussi di gas serra: Ampliamento Masseria, seguita da Novambiente, ha presentato il più elevato tasso di emissione unitario, le due Resit quelli più bassi. Un altro elemento di confronto e validazione è costituito dalle stime di emissione areale delle campagne di volo, ottenute applicando un’evoluzione delle metodologie di bilancio di massa atmosferico. Le emissioni di biogas dell’intera area sono pari mediamente a 240 g CH4 s-1. Il valore massimo, misurato durante la campagna di Dicembre, è stato di 398 g CH4 s-1. Le aree di maggiore attività emissiva sono state nell’ordine: Masseria, Ampliamento Masseria, Schiavi e Novambiente.

Le emissioni di composti organici volatili (COV) dal substrato sono state trascurabili rispetto a quelle dei tubi di captazione del biogas, tra i quali esiste una grande variabilità, in relazione all’eterogeneità del substrato; flussi di COV decisamente più elevati sono stati misurati dai fori aperti a seguito della distruzione dei tubi dovuta all’incendio del luglio 2016. È stata riscontrata la presenza di più di cento composti.  In particolare: esano, benzene, toluene, etilbenzene, xilene, 1,1-dicloro etilene, cicloesano, 2-metilfurano, 2,5-metilfurano, metiletilchetone, p-cimene, limonene, emessi in quantità significative, sono considerati dannosi per l’ambiente e la salute.

Le emissioni totali più elevate di COV sono state riscontrate presso Ampliamento Masseria del Pozzo (61580 mg h-1), seguita da Schiavi (17544 mg h-1), Resit 2B (8926 mg h-1), Masseria del Pozzo (7123 mg h-1), Novambiente (5125 mg h-1), Resit 1B (873 mg h-1) e Resit x (255 mg h-1).

 

Qui di seguito è possibile consultare e scaricare integralmente lo studio realizzato: